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	<title>Occasioni &#187; News</title>
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		<title>Roma in tilt per neve, è polemica Domani chiusi scuole e uffici</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 08:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, (Adnkronos) &#8211; L&#8217;Italia intera è stretta nella morsa del freddo, con gelo e neve che soprattutto al Centro-sud stanno provocando molti disagi. In particolare a Roma, dove le scuole e gli uffici pubblici resteranno chiuse anche domani. Il sindaco Alemanno ha firmato anche un&#8217;ordinanza perché i romani tengano sgombri i marciapiedi dalla neve davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-150x135.jpg" alt="neve" title="neve" width="150" height="135" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4770" />Roma, (Adnkronos) &#8211; L&#8217;Italia intera è stretta nella morsa del freddo, con gelo e neve che soprattutto al Centro-sud stanno provocando molti disagi. In particolare a Roma, dove le scuole e gli uffici pubblici resteranno chiuse anche domani. Il sindaco Alemanno ha firmato anche un&#8217;ordinanza perché i romani tengano sgombri i marciapiedi dalla neve davanti ai condomini dalle 8 alle 20 per una larghezza di due metri. Nella Capitale nella giornata di ieri numerosi automobilisti sono rimasti bloccati sul Raccordo anulare per oltre dieci ore. Non è andata meglio a chi ha scelto di muoversi con i mezzi pubblici. I bus hanno viaggiato secondo quanto previsto dal Piano neve (79 linee) con riduzioni di servizio soprattutto nella zona a nord. La rete tram è rimasta attiva soltanto parzialmente, mentre sono rimaste aperte le linee A e B della metropolitana. </p>
<p><span id="more-4769"></span></p>
<p>Critica anche la situazione della rete ferroviaria. Numerosi treni sono rimasti bloccati. In 150 &#8220;sono fermi da venerdì notte a Carsoli sulla tratta Pescara-Roma&#8221; spiega Ferrovie dello Stato all&#8217;Adnkronos &#8221; ma abbiamo offerto ai viaggiatori il pernottamento&#8221;. I carabinieri di Tivoli sono intervenuti la scorsa notte intorno alle 2 per prestare soccorso ai 180 passeggeri che viaggiavano su un Intercity partito da Roma e diretto a Pescara, rimasto bloccato nella stazione di Tivoli a causa della neve. Il treno era partito venerdì alle 16.30, ma si era bloccato poco dopo. I passeggeri sono stati fatti scendere dal convoglio e alloggiati presso strutture ricettive della zona.<br />
Difficoltà anche per chi ha dovuto prendere un aereo. &#8216;Alcuni ritardi&#8221; si sono registrati nei voli in partenza all&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino &#8221;correlati anche alle condizioni meteo degli aeroporti di destinazione&#8221;, fa sapere l&#8217;Enac precisando che &#8216;&#8217;situazioni di criticità si sono verificate a Fiumicino, nella notte&#8221; anche &#8220;a causa dei mancati collegamenti ferroviari con la città di Roma che hanno coinvolto centinaia di passeggeri dei voli intercontinentali e delle difficoltà dei collegamenti stradali&#8221;. L&#8217;aeroporto di Ciampino, dopo la chiusura notturna, &#8221;ha ripreso le attività in partenza, ma con limitazioni negli atterraggi&#8221;.<br />
Problemi anche nelle case per mancanza di elettricità. A essere senza luce, precisa l&#8217;Enel, sono 95.000 clienti nel Lazio, 7.480 in Abruzzo, 5.800 in Molise e 12.200 in Campania.<br />
Nella Capitale, intanto, è polemica tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la Protezione civile. &#8220;Chiediamo una commissione d&#8217;inchiesta perché non c&#8217;è stato un servizio di previsioni adeguato&#8221;, tuona il primo cittadino ai microfoni di &#8216;Omnibus&#8217; su La7. &#8220;Il sindaco aveva pienamente compreso la situazione a Roma&#8221;, è la replica di Franco Gabrielli, affidata a una nota del dipartimento della Protezione civile. &#8220;Dalle registrazioni del Comitato operativo che si è svolto nella serata di giovedì 2 febbraio, allargato per l&#8217;occasione a Roma Capitale e al quale ha partecipato lo stesso sindaco &#8211; puntualizza piccata la Protezione civile &#8211; traspare chiaramente come il sindaco avesse pienamente compreso la situazione previsionale. Per le interlocuzioni avute nella serata e nella nottata, dopo che la situazione era degenerata, si registrano, al contrario, alcuni dubbi sulla adeguatezza del sistema anti-neve della Capitale&#8221;. Contrattacco di Alemanno: &#8220;Qui siamo noi a accusare &#8211; alza il dito davanti alle telecamere di Sky Tg24 &#8211; Io sto diffondendo il bollettino meteo della protezione civile, che parlava giovedì di 35 millimetri di neve&#8221;, ricorda il sindaco di Roma.<br />
La Protezione civile, proprio sul metro di misurazione, rilancia il guanto della sfida. &#8220;I 15-35 millimetri &#8211; spiega in una nuova nota &#8211; sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente e i tecnici che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti sanno bene che 1 millimetro di acqua corrisponde a circa 1 centimetro di neve. Quindi, i 15-35 millimetri, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri&#8221;.<br />
A fronte della situazione drammatica in tutta la Regione Lazio, la governatrice Renata Polverini ha chiesto di intervenire affinché venissero attivati tutti i mezzi dell&#8217;esercito per coadiuvare e rafforzare le operazioni di intervento e di soccorso della task force istituita dalla Regione. Un appello condiviso da Alemanno. &#8220;Non posso che condividere l&#8217;ulteriore appello lanciato questa mattina, affinchè anche l&#8217;Esercito metta in campo ulteriori mezzi, oltre a quelli messi a disposizione ieri&#8221;.<br />
Intanto l&#8217;Adoc annuncia di aver &#8220;presentato un esposto alla Procura contro il Comune di Roma&#8221; per &#8220;non aver messo in atto tutte le misure necessarie ad evitare i gravissimi disagi alla popolazione romana, provocando di conseguenza l&#8217;interruzione dei pubblici servizi di trasporto&#8221;.<br />
Pare ci siano sempre le avverse condizioni meteo dietro si è l&#8217;incidente in mare di venerdi sera a Civitavecchia. Intorno alle 23,30 la nave Tirrenia Sharden, diretta a Olbia ha urtato contro la diga del porto, provocando uno squarcio di circa 30 metri al di sopra della linea di galleggiamento. Tutti salvi i 262 passeggeri a bordo, insieme a 53 membri dell&#8217;equipaggio.<br />
Ancora bisognerà attendere per un miglioramento del meteo. La Protezione Civile prevede raffiche di burrasca sul Piemonte meridionale e nevicate fino a quote di pianura sulla Lombardia, Marche e Basilicata settentrionale. Si prevedono, inoltre, nevicate sopra 300-500 metri su Puglia, Basilicata meridionale, Calabria e Sardegna. Gelate diffuse anche a quota di pianura su Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo, Molise e Lazio. Mentre dalla tarda serata di oggi si prevedono deboli nevicate fino a quota di pianura su Lazio e Campania nord-orientale. Sulla Campania sono inoltre previste precipitazioni localmente intense. La Protezione Civile rinnova, dunque, l&#8217;invito alla massima prudenza nella guida a quanti si trovassero in viaggio nelle zone interessate dalle gelate e dalle precipitazioni nevose. In particolare si consiglia di informarsi sulle condizioni della viabilità per il percorso che si intende seguire, prevedendo la necessità di dotarsi di catene o gomme invernali.</p>
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		<title>Giorgia Wurth: &#8220;Il porno mi attrae&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giorgia Wurth]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;attrice avverte: &#8220;Non mi avete ancora vista nuda totalmente&#8221;
Anche se nel privato il sesso lo fa a luci spente, sul set non conosce tabù. E forse è proprio per questo che a Giorgia Wurth propongono sempre ruoli in cui deve vestire i panni della pornodiva. E&#8217; successo nella fiction &#8220;Moana&#8221; in cui interpretava Cicciolina e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attrice avverte: &#8220;Non mi avete ancora vista nuda totalmente&#8221;<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/02/Giorgia-wurth.jpg" alt="Giorgia-wurth" title="Giorgia-wurth" width="102" height="150" class="alignleft size-full wp-image-4748" />Anche se nel privato il sesso lo fa a luci spente, sul set non conosce tabù. E forse è proprio per questo che a Giorgia Wurth propongono sempre ruoli in cui deve vestire i panni della pornodiva. E&#8217; successo nella fiction &#8220;Moana&#8221; in cui interpretava Cicciolina e nel prossimo film (esce il 10 febbraio) &#8220;Come è bello far l&#8217;amore&#8221;, mentre nella fiction &#8220;Le tre rose di Eva&#8221; è una escort. A Vanity Fair l&#8217;attrice confessa: &#8220;Il porno mi attrae&#8221;.<br />
Nel nuovo film di Fausto Brizzi (hanno avuto una love story) indossa una parrucca biondo platino e interpreta una ragazza dell&#8217;Est &#8220;un po&#8217; scema ma tenerissima, convinta che quando l&#8217;uomo è un po&#8217; giù ha bisogno di sesso&#8221;. </p>
<p><span id="more-4747"></span></p>
<p>D&#8217;altronde Giorgia ha un consigliere d&#8217;eccezione, ovvero Franco Trentalance, l&#8217;attore porno che con lei ha recitato in una pellicola horror: &#8220;Mi ha spiegato come fare bene il sesso orale, gli ho pure chiesto come fa ad avere rapporti lunghi&#8230; gli chiedo delucidazioni, mi illustra sia il punto di vista maschile sia quello femminile, è come chiedere a mia zia la ricetta della torta alle castagne&#8221;. </p>
<p>Poi l&#8217;attrice confessa che il porno la attrae: &#8220;E&#8217; una sessualità onesta, è sesso fine a se stesso, vai sul set, reciti la tua parte anche molto bene e non hai secondi fini&#8230;&#8221;. Ma sul set Giorgia fino a che punto si è mostrata nuda? &#8220;Non molto, spero che l&#8217;occasione arrivi presto. Qui sta cascando tutto&#8230;&#8221;.<br />
Tgcom</p>
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		<title>&#8220;Il posto fisso? Che noia &#8211; I giovani si abituino&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monti: &#8220;L’articolo 18 ha determinato apartheid
nel mercato del lavoro&#8221;
UGO MAGRI
Roma &#8211; Ai bamboccioni (come li definiva Padoa-Schioppa) per giunta un po’ sfigati (secondo il ministro Martone), ai nostri giovani insomma, Monti ricorda quanto «è bello cambiare». Automobile? Fidanzata? No, lavoro. «Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita», scuote lievemente la testa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monti: &#8220;L’articolo 18 ha determinato apartheid<br />
nel mercato del lavoro&#8221;<br />
UGO MAGRI<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/02/monti-150x136.jpg" alt="monti" title="monti" width="150" height="136" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4745" />Roma &#8211; Ai bamboccioni (come li definiva Padoa-Schioppa) per giunta un po’ sfigati (secondo il ministro Martone), ai nostri giovani insomma, Monti ricorda quanto «è bello cambiare». Automobile? Fidanzata? No, lavoro. «Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita», scuote lievemente la testa il Professore mentre le telecamere gli dedicano un primo piano. E non c’è in queste parole compatimento per le nuove generazioni; semmai un tentativo ardito, che farà discutere, di pedagogia sociale: se l’Italia non si scrolla finalmente di dosso le sue abitudini, se resta «abbarbicata ai propri interessi particolari», rischia il peggio. Perché senza volontà riformatrice, avverte severo Monti, «i tassi d’interesse schizzano verso l’alto e si va davvero a sbattere&#8230;».</p>
<p><span id="more-4744"></span></p>
<p>I giovani, dunque. Loro devono svegliarsi, ma i più anziani devono fagli spazio. Basta con questo sistema di «apartheid» (evoca proprio la discriminazione razziale, il presidente del Consiglio) che li esclude dal mercato del lavoro. In nome della flessibilità, anche l’articolo 18 va ripensato. «Certo che non è un tabù», risponde Monti alla domanda del conduttore Vinci. Poi, si capisce, dipende tutto dal contesto che va discusso coi sindacati, su questi temi «è normale avere più dialogo» di quanto non fu possibile, ad esempio, sulle pensioni. Il confronto «ci sarà», è la promessa, «ma con tempi brevi da Italia europea». Non siamo fuori pericolo, fa intendere con quel tono sereno del luminare che, mentre diagnostica una malattia, lascia qualche speranza. Lo spread «è una variabile oscillante, ma deve scendere ancora e scenderà», la tendenza è questa da settimane, il vertice europeo l’ha consolidata certificando un’adesione larga alla disciplina di bilancio. E ciò «consentirà ai tutori di questa disciplina di sentirsi più rilassati», scommette Monti dalla cui bocca scappa un riferimento alla «Banca Centrale Tedesca», salvo emendarsi: «Europea volevo dire, è stato un lapsus involontario», o magari freudiano, chi può dirlo? La discesa dei tassi avrà effetti benefici, perché così si creerà «più spazio nei conti dello Stato e delle imprese in vista di un ritorno alla vita economica normale».</p>
<p>L’importante è convincere i mercati. I segnali sono buoni, la nostra immagine all’estero migliora, assicura il premier, addirittura a Londra si è imbattuto in giovani che «hanno ritrovato l’orgoglio di essere italiani». Ma scorciatoie non ve ne sono. Vendere i gioielli di famiglia per tagliare il debito pubblico? Monti, rispetto a precedenti occasioni, apre uno spiraglio: più avanti «potrà esserci spazio per qualche operazione sul capitale», non subito in quanto adesso «occorre anzitutto dare la prova che siamo capaci di fare le riforme». E qui il Professore torna sempre, invariabilmente, al punto di partenza: bisogna cambiare atteggiamento, «se tutti rinunceremo a qualcosa staremo tutti meglio», purtroppo «usciamo da decenni in cui il sistema politico (destra, centro e sinistra) ha blandito ogni categoria alimentando l’illusione che si potesse andare avanti con la stretta tutela degli interessi individuali». La politica ora ha l’occasione per emendarsi, dice Monti, assicura di avere come obiettivo proprio questo, vorrebbe lasciare nel 2013 «in un clima meno litigioso, più civile» di competizione tra i partiti. Anche perché, sottolinea, all’estero vogliono capire se e quanto potrà durare questo sforzo di serietà.</p>
<p>Tutti discorsi sviluppati per quasi un’ora su una rete Mediaset, di proprietà della famiglia Berlusconi. Monti ha dato la netta impressione di non essere arrivato lì per caso. Del resto a dargli il benvenuto è calato da Milano il presidente del Biscione, Confalonieri, che l’ha invitato personalmente superando alcune ritrosie. Inevitabile qualche cortocircuito con le dichiarazioni pomeridiane del Cavaliere, il quale aveva definito «da irresponsabili» una crisi di governo. Monti l’ha ringraziato due volte, prima sul Tg5 e poi a «Matrix», perché sono tutte cose «che rasserenano l’estero». Non s’è fermato qui. Ha confessato che è merito proprio di Silvio se si è «avvicinato alla cosa pubblica». Accadde nel 1994, quando Berlusconi lo nominò commissario europeo insieme con la Bonino. Un rapporto che prosegue: «Ci sentiamo spesso» anche se, si capisce, i contatti più diretti sono con il segretario Pdl Alfano». A questo punto, nel centrodestra, chi può più metterlo in discussione?<br />
La Stampa</p>
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		<title>Progetto Erasmus i 25 anni  che hanno fatto gli europei</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrato ieri l&#8217;anniversario del programma di scambi. Ha dato un&#8217;identità comune ai giovani di tre generazioni
MARCO BRESOLIN
In Europa c’è un piccolo Stato popolato da due milioni e mezzo di persone. Uno Stato transnazionale, i cui abitanti hanno dai 20 ai 45 anni. Sono i figli dell’Erasmus, quelli che a un certo punto della loro vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Celebrato ieri l&#8217;anniversario del programma di scambi. Ha dato un&#8217;identità comune ai giovani di tre generazioni<br />
MARCO BRESOLIN<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/erasmus-150x136.jpg" alt="erasmus" title="erasmus" width="150" height="136" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4736" />In Europa c’è un piccolo Stato popolato da due milioni e mezzo di persone. Uno Stato transnazionale, i cui abitanti hanno dai 20 ai 45 anni. Sono i figli dell’Erasmus, quelli che a un certo punto della loro vita hanno riempito la valigia di libri e speranze e sono partiti per un viaggio. Un progetto che, una volta fatta l’Europa, ha contribuito a fare gli europei. Per qualcuno di loro l’Erasmus è un bagaglio di conoscenze linguistiche, culturali e professionali in cui rovistare una volta tornati a casa. Per altri un trampolino per viaggiare e lavorare in tutta Europa, facendoli sentire a casa in ogni angolo del Vecchio Continente.</p>
<p><span id="more-4735"></span></p>
<p>Sono passati 25 anni dal lancio del programma Erasmus, un’esperienza che ha coinvolto tre generazioni di studenti. I primi, i quarantenni di oggi, sono partiti alla fine degli Anni Ottanta: in tasca avevano i gettoni per telefonare a casa, uno walkman in cui inserire musicassette e una macchina fotografica di quelle che non vedevi l’ora di arrivare a 24 scatti per far sviluppare il rullino. Prima di tornare a casa hanno riempito il diario con indirizzi e numeri telefonici.</p>
<p>Gli ultimi, i ventenni, sono in giro in questi giorni: ascoltano musica con l’iPod, telefonano con l’iPhone e le fotografie delle loro feste finiscono su Facebook prima ancora che ci si renda conto di averle scattate. In mezzo i trentenni, partiti all’inizio del Terzo Millennio a bordo dei primi voli low cost, dove l’unica preoccupazione era spegnere il cellulare, un aggeggino all’epoca considerato «rivoluzionario» perché consentiva di mandare sms.</p>
<p>Tre generazioni diverse, legate da un flo conduttore. Andare in un Paese straniero conoscendo sì e no qualche parola della lingua. Districarsi in uno slalom tra mille ostacoli burocratici. Insormontabili, a prima vista. Poi, la discesa. La lingua che giorno dopo giorno si fa sempre più familiare, l’università che si trasforma nella propria casa, gli esami superati senza particolari difficoltà e una famiglia composta da individui provenienti da ogni parte d’Europa. Con cui magari condividere un’improbabile cena a base di «gulash» e «kalimotxo», la bevanda a base di vino rosso e Coca-Cola in voga nei Paesi Baschi.</p>
<p>Tutti elementi utili al conseguimento della «cittadinanza Erasmus», uno status che anno dopo anno sta contribuendo alla formazione di una vera Unione Europea, un insieme di Stati composti da persone in grado di vivere e lavorare spostandosi da un Paese all’altro.</p>
<p>Ieri Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per l’istruzione e la cultura, ha celebrato il 25˚ anniversario del progetto Erasmus e con un piccolo esempio ha fatto capire quanto sia prezioso creare una generazione di «veri» europei: «La Spagna è piena di ragazzi che si laureano in ingegneria, ma il mercato del lavoro è saturo. Discorso opposto in Germania, dove la richiesta di ingegneri è altissima. Questi scambi sono un ottimo antidoto alla disoccupazione giovanile».</p>
<p>Già, perché il mercato del lavoro non può più avere confini e una formazione transnazionale è tra le voci più importanti del curriculum.</p>
<p>E dal 2014 si farà un altro passo avanti. L’Unione Europea sta preparando il progetto «Erasmus per tutti», che estenderà gli scambi anche agli studenti della formazione professionale, alle aziende e al mondo del volontariato, con una platea di cinque milioni di destinatari. I confini dello Stato Erasmus si allargano. L’Europa, finalmente, prende forma.<br />
La Stampa</p>
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		<title>C&#8217;è la crisi, ma i dipendenti del Senato dal 2005 incassano anche la sedicesima</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

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		<description><![CDATA[La chiamano &#8220;indennità compensativa di produttività&#8221; e vale per il calcolo della pensione
Burocraticamente parlando è una &#8220;indennità compensativa di produttività&#8221;. In realtà, si tratta di una sedicesima bella e buona. Una mensilità che va ad aggiungersi alle quindici di cui già godono i dipendenti di Camera e Senato. Per gli addetti di Palazzo Madama però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiamano &#8220;indennità compensativa di produttività&#8221; e vale per il calcolo della pensione<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/Camera-150x119.jpg" alt="Camera" title="Camera" width="150" height="119" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4721" />Burocraticamente parlando è una &#8220;indennità compensativa di produttività&#8221;. In realtà, si tratta di una sedicesima bella e buona. Una mensilità che va ad aggiungersi alle quindici di cui già godono i dipendenti di Camera e Senato. Per gli addetti di Palazzo Madama però c&#8217;è un ulteriore bonus in più. Finora sconosciuto.<br />
La tredicesima si riscuote a dicembre, a giugno la quattordicesima, alle quali si aggiunge la &#8220;normale&#8221; quindicesima. Della sedicesima davvero nessuno aveva sentito parlare prima d&#8217;ora. Dice tutto della grottesca voce nelle buste paga di Palazzo Mdama il &#8220;Sole24Ore&#8221;, che precisa anche che nessuno osa usare la parola esatta, sedicesima appunto. </p>
<p><span id="more-4720"></span></p>
<p>Una mensilità in più che, si spiega nell&#8217;articolo, non è una vera e propria aggiunta allo stipendio. Perché compensa la rinuncia ad alcune festività soppresse e l&#8217;aumento, da 37 ore e mezzo a 40 settimanali, dell&#8217;orario di lavoro nelle sedute infrasettimanali. In verità, queste sedute non sono poi così frequenti in alcuni periodi dell&#8217;anno. In ogni caso, la voce in più in busta paga c&#8217;è, eccome, e vale ai fini del calcolo della pensione. </p>
<p>Un vero e proprio benefit insomma, che dal 2005, quando è stato inserito, non è più stato rimosso, nonostante le crisi e le cure dimagranti, le manovre lacrime e sangue e i tagli che hanno tartassato, in tutti questi anni, il resto della società civile. </p>
<p>A dire il vero, qualche sacrificio lo hanno dovuto fare anche i dipendenti del Senato. Il sistema pensionistico, per esempio, da quest&#8217;anno è contributivo pro rata anche per loro. E c&#8217;è il prelievo di solidarietà del 15% sulle pensioni che superano i 200mila euro annui lordi. Ma la sedicesima, a quanto pare, non si tocca.<br />
Tgcom</p>
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		<title>L’Italia trema ancora: cresce la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sisma di 5,4 gradi, l’epicentro sull’Appennino parmense.
Ma ha oscillato tutto il Centro-Nord
FRANCO GIUBILEI
Parma &#8211; Il terremoto è tornato a colpire poco prima delle quattro di ieri pomeriggio, con una botta ancora più forte di quella di due giorni fa: cinque decimi di magnitudo supplementari che si sono sentiti tutti, specialmente ai piani alti dei palazzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sisma di 5,4 gradi, l’epicentro sull’Appennino parmense.<br />
Ma ha oscillato tutto il Centro-Nord<br />
FRANCO GIUBILEI<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/parma-150x136.jpg" alt="parma" title="parma" width="150" height="136" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4708" />Parma &#8211; Il terremoto è tornato a colpire poco prima delle quattro di ieri pomeriggio, con una botta ancora più forte di quella di due giorni fa: cinque decimi di magnitudo supplementari che si sono sentiti tutti, specialmente ai piani alti dei palazzi, nei lunghissimi momenti in cui i sismogafi hanno registrato una scossa di magnitudo 5,4, la più violenta dopo il disastro dell’Aquila.</p>
<p><span id="more-4707"></span></p>
<p>Fra dieci e venti secondi di oscillazioni secondo la distanza dall’epicentro, situato a una profondità di 60 chilometri nella zona fra Corniglio, Berceto, Monchio delle Corti e Palanzano, Appennino parmense, mentre il sisma di mercoledì si era irradiato dalla provincia reggiana, a una trentina di chilometri dalla superficie. Con l’ipocentro situato a una profondità quasi doppia della volta scorsa, la scossa si è propagata in tutto il settentrione raggiungendo Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna naturalmente, giù fino alla Toscana, spingendo migliaia di persone, dalle città più grandi ai paesi, a scendere in strada, mentre le ferrovie sospendevano temporaneamte la circolazione dei convogli sulla tratta Bologna-Milano. Il sisma, secondo segnalazioni raccolte online entro le prime ore dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato avvertito da Perugia alla Svizzera.</p>
<p>I danni non sono stati particolarmente gravi e non si segnalano feriti, ma la paura è stata forte soprattutto nelle zone più a ridosso dell’epicentro, come racconta Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, paese vicinissimo al cuore del terremoto di ieri: «È durato molto di più della scossa di mercoledì scorso, una ventina di secondi. Ho capito subito che non era una scossa di assestamento ma non pensavo che l’epicentro potesse essere proprio qui. Una grande paura…». Le verifiche sullo stato degli edifici vaglieranno la resistenza all’urto di magnitudo 5,4 del duomo del Settecento e della chiesetta della frazione di Corchia.</p>
<p>A risentire maggiormente della scossa di ieri finora è la Reggia di Colorno, nel parmense, dov’è caduta una statua che abbelliva la facciata. La stessa reggia era uscita leggermente danneggiata dalla scossa dell’altro giorno. A Carrara invece sono precipitati dei cornicioni. Più in generale anche in questo caso dovrebbe valere il principio per cui, in condizioni di rispetto delle regole antisismiche, una scossa di questa entità non dovrebbe comportare danni seri. Il che non toglie che il sisma abbia provocato fughe, ansie e diagi, specie fra i più anziani, a cominciare da Milano, dov’è scattata l’evacuazione di scuole, uffici e della Borsa. Il centralino del comando dei vigili del fuoco del capoluogo lombardo, come quelli delle altre città colpite, è stato sommerso dalle chiamate di persone spaventate che chiedevano rassicurazioni e informazioni sulla gravità del sisma.</p>
<p>Intanto gli esperti si interrogano sulle possibili relazioni fra i tre eventi sismici che hanno percorso la pianura padana a partire dalla mezzanotte di martedì, orario della prima scossa nel Veronese, seguita nove ore dopo da quella nel Reggiano, per finire con l’ultimo terremoto di ieri pomeriggio, seguito dalle solite scosse di assestamento, una di magnitudo 2,7 e un’altra da 3,2. «Stiamo facendo verifiche per capire se si tratta della stessa faglia interessata dalla scossa di mercoledì spiega il direttore della Protezione civile dell’Emilia Romagna, Demetrio Egidi &#8211; È stata una scossa molto profonda, perciò è stata avvertita distintamente in un raggio di 100 chilometri».<br />
La Stampa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Liberalizzazioni, scioperi a raffica: si comincia con lo stop di taxi e Tir</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il calendario delle proteste
Roma &#8211; I tassisti non rinunciano alle maniere forti e, per protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti, si fermano in tutta Italia. Il loro è il primo di una serie di scioperi indetti da molte delle categorie coinvolte dalle novità, dai farmacisti ai tir, dagli avvocati ai benzinai, tutti sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il calendario delle proteste<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/sciopero-150x136.jpg" alt="sciopero" title="sciopero" width="150" height="136" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4681" />Roma &#8211; I tassisti non rinunciano alle maniere forti e, per protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti, si fermano in tutta Italia. Il loro è il primo di una serie di scioperi indetti da molte delle categorie coinvolte dalle novità, dai farmacisti ai tir, dagli avvocati ai benzinai, tutti sul piede di guerra contro il provvedimento elaborato dal cdm di venerdì, di cui però non si conoscono ancora i dettagli normativi.<br />
23 GENNAIO &#8211; TAXI<br />
Dopo giorni di agitazione ’selvaggià, le auto bianche hanno confermato lo stop ufficiale delle 8.00 alle 22.00 di domani in tutte le città italiane. I tassisti chiedono un nuovo incontro con il governo per discutere della licenza part-time e dell’Authority delle reti, incaricata di decidere proprio sull’assegnazione delle licenze. Allo sciopero non partecipa Confartigianato Taxi.</p>
<p><span id="more-4680"></span></p>
<p>23-27 GENNAIO &#8211; TIR<br />
Gli autotrasportatori di TrasportoUnito si fermano per ben 5 giorni, giudicando insufficienti le misure per trimestralizzare il recupero di una parte delle accise sui carburanti.</p>
<p>27 GENNAIO &#8211; FERROVIE E SINDACATI DI BASE<br />
Lo sciopero di 24 ore (dalle 21 del 26 gennaio) è stato proclamato dall’Orsa per protestare contro quello che viene considerato «un attacco al lavoro», ovvero la cancellazione dell’obbligo di applicare il contratto nazionale di settore. I sindacati di base protestano invece contro la manovra ’salva-Italià «che riduce il potere d’acquisto dei salari attraverso l’aumento dell’Iva, dell’Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina», contro l’adozione dell’Ici sulla prima casa e contro la riforma delle pensioni.</p>
<p>1 FEBBRAIO &#8211; FARMACIE<br />
Nonostante il passo indietro del governo sui farmaci di fascia C, Federfarma ha annunciato la chiusura dei punti vendita «se il Parlamento non modificherà il testo del decreto». La Federazione è favorevole a nuove aperture pari ad un massimo del 10% del totale delle farmacie esistenti e rifiuta la prospettiva di un aumento dell’attuale numero fino a un massimo di 7.000 esercizi in più.</p>
<p>23-24 FEBBRAIO &#8211; AVVOCATI<br />
I legali hanno proclamato sette giorni di sciopero, i primi due il 23 e il 24 febbraio, gli altri a marzo a cavallo del loro congresso straordinario, convocato per il 9 e il 10 marzo. Pronti anche sit-in davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi.</p>
<p>BENZINAI &#8211; 10 GIORNI DA DEFINIRE<br />
Il fronte dei gestori è spaccato. La Figisc Confcommercio è stata la prima a minacciare 7 giorni di serrata, ma è pronta a revocarli, mentre Faib e Fegica hanno per il momento confermato i loro 10 giorni di agitazione (da effettuare in pacchetti di tre giorni consecutivi al massimo), in attesa di vedere il testo definitivo del decreto. In questo caso però la Fegica non lamenta un eccesso di liberalizzazioni, ma una carenza, perchè il decreto sarebbe troppo «rispettoso» delle esigenze dei petrolieri. Il problema di fondo è quello dell’esclusiva e di come verrà modificata.<br />
La Stampa</p>
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		<title>Liberalizzazioni, ecco come cambierà l&#8217;Italia Più farmacie, notai, no a carburanti in esclusiva</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[I taxi non più &#8220;comunali&#8221;, novità per le Rc Auto e una nuova srl solo per i giovani
Più farmacie e notai, taxi non più &#8220;comunali&#8221; ma gestiti dall&#8217;Authority, separazione tra Snam rete gas ed Eni, abolizione delle tariffe minime riconosciute ai professionisti e una prima, parziale liberalizzazione della rete dei carburanti. Sono i principali capitoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I taxi non più &#8220;comunali&#8221;, novità per le Rc Auto e una nuova srl solo per i giovani<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/Farmacia-150x150.jpg" alt="Farmacia" title="Farmacia" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4672" />Più farmacie e notai, taxi non più &#8220;comunali&#8221; ma gestiti dall&#8217;Authority, separazione tra Snam rete gas ed Eni, abolizione delle tariffe minime riconosciute ai professionisti e una prima, parziale liberalizzazione della rete dei carburanti. Sono i principali capitoli del piano per le liberalizzazioni. Inoltre gli edicolanti potranno fare sconti e nasce una nuova tipologia di società a responsabilità limitata per aiutare i giovani.<br />
TAXI, AUTHORITY RETI DECIDERA&#8217; SU AUMENTO LICENZE<br />
Spetterà all&#8217;Autorità delle reti decidere se aumentare il numero di tassisti, &#8220;ove ritenuto necessario&#8221;. Prevista anche la possibilità di rilasciare licenze part-time e di consentire ai titolari di licenza una maggiore flessibilità nella determinazione degli orari di lavoro.  </p>
<p><span id="more-4671"></span></p>
<p>AUMENTA IL NUMERO DEI NOTAI<br />
Le bozze prevedono che la tabella con la quale si determina il numero e la residenza dei notai sia aumentata da subito di 500 posti. Inoltre, il 30 giugno di ogni anno tra 2012 e 2014 sarà bandito &#8220;un concorso pubblico per la nomina&#8221; di 500 notai. &#8220;Per gli anni successivi entro il 30 giugno è comunque bandito un concorso per la copertura di tutti i posti che si rendono disponibili&#8221;.  </p>
<p>NASCONO 5.000 NUOVE FARMACIE<br />
Il numero delle autorizzazioni verrà stabilito in modo che vi sia almeno una farmacia ogni 3.000 abitanti. Questo, secondo il governo, farà sì che nascano 5.000 nuove farmacie rispetto alle 18.000 attuali. Le farmacie potranno svolgere la propria attività ed i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari ed i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela. La nuova bozza mantiene invece inalterate le restrizioni alla vendita dei farmaci di fascia C (non rimborsati dallo Stato) nei supermercati e nelle parafarmacie.  </p>
<p>RC AUTO: SCELTA TRA TRE OFFERTE. TETTO A COMMISSIONI BANCHE<br />
Gli agenti assicurativi dovranno offire ai clienti informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie assicurative per coprire la responsabilità civile per auto e natanti. In caso di mancata informazione il contratto &#8220;è affetto da nullità rilevabile solo a favore dell&#8217;assicurato&#8221;. La Banca d&#8217;Italia fisserà &#8220;l&#8217;ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca diversa da quella del titolare della carta&#8221;. Inoltre, nel caso le banche intendano condizionare l&#8217;erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita saranno tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.  </p>
<p>LA SEPARAZIONE DI SNAM RETE GAS DA ENI<br />
Sarà stabilita entro sei mesi e con un decreto della presidenza del Consiglio la separazione proprietaria tra Snam rete gas ed Eni. Secondo il governo, la separazione proprietaria della gestione di un&#8217;infrastruttura è il metodo ottimale per attuare un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale tramite la garanzia di uno sviluppo ottimizzato della rete e di un suo accesso in condizioni non discriminatorie da parte degli operatori. </p>
<p>STOP TARIFFE MINIME PROFESSIONISTI<br />
La bozza prevede l&#8217;abolizione da subito di &#8220;tutte le tariffe professionali, sia minime, sia massime&#8221;, come previsto dai decreti Bersani in poi. Tutti i professionisti dovranno concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per le prestazioni richieste. &#8220;La redazione del preventivo è un obbligo deontologico&#8221; e la sua mancanza &#8220;costituisce illecito disciplinare&#8221;, recita la bozza.</p>
<p>RETE CARBURANTI: NO ESCLUSIVA SOLO PER CHI POSSIEDE IMPIANTO<br />
Secondo le bozze, i gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che sono anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera potranno &#8220;liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea&#8221;. A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell&#8217;approvvigionamento sono nulle, per la parte eccedente il 50% della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50%&#8221;. </p>
<p>SERVIZI PUBBLICI LOCALI: STRETTA SU AFFIDAMENTI &#8220;IN HOUSE&#8221;<br />
La bozza prevede che la soglia del valore per l&#8217;affidamento di una gestione &#8220;in house&#8221;, cioè senza gara e all&#8217;interno del gruppo, scenda da 900.000 a 200.000 euro. In deroga, l&#8217;affidamento per la gestione in house può avvenire a favore di azienda risultante dalla integrazione operativa, perfezionata entro il termine del 31 dicembre 2012, di preesistenti gestioni dirette o in house tale da configurare un unico gestore del servizio a livello di ambito o di bacino territoriale ottimale. </p>
<p>AUTOSTRADE: PRICE CAP SOLO PER NUOVE CONCESSIONI<br />
Il passaggio al meccanismo del price cap per le concessionarie autostradali è limitato alle nuove concessioni e non anche a quelle in essere, secondo la bozza più aggiornata del decreto. Sarà sempre la nuova Autorità delle reti a regolare le tariffe. </p>
<p>EDICOLE POTRANNO FARE SCONTI E RIFIUTARE GADGET SU GIORNALI<br />
Gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore. Inoltre, gli edicolanti potranno rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai distributori e potranno altresì vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto. </p>
<p>UNA SRL SEMPLIFICATA PER AIUTARE I GIOVANI IMPRENDITORI<br />
Il decreto istituisce una nuova tipologia di società a responsabilità limitata per aiutare i giovani ad avviare attività imprenditoriali. &#8220;Viene istituita una nuova figura di società per i giovani sotto i 35 anni, la società semplificata a responsabilità limitata: basterà un euro per versare il capitale e non sarà necessario l&#8217;intervento del notaio&#8221;, ha detto in conferenza stampa a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. </p>
<p>LA STRUTTURA ANTITRUST DI PALAZZO CHIGI<br />
Sarà individuato presso la presidenza del Consiglio un ufficio che svolga le funzioni di tutela e di promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali e di tutela dei consumatori. La struttura monitorerà la normativa regionale e locale per individuare, anche su segnalazione dell&#8217;Antitrust, le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione della concorrenza.<br />
Tgcom</p>
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		<title>Lega, Bossi annuncia: &#8220;Alla Camera Dozzo nuovo capogruppo al posto di Reguzzoni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:58:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, (Adnkronos) &#8211; Sarà Giampaolo Dozzo il nuovo capogruppo della Lega Nord a Montecitorio. Ad annunciarlo, sulle pagine de la Padania, il leader del Carroccio Umberto Bossi. Per il Senatur, Dozzo e&#8217; &#8220;uno che e&#8217; nella Lega da tanti anni e che aveva fatto bene assieme a Zaia quando era sottosegretario all&#8217;Agricoltura&#8221;.
Al vertice di oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/bossi-150x135.jpg" alt="bossi" title="bossi" width="150" height="135" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4669" />Roma, (Adnkronos) &#8211; Sarà Giampaolo Dozzo il nuovo capogruppo della Lega Nord a Montecitorio. Ad annunciarlo, sulle pagine de la Padania, il leader del Carroccio Umberto Bossi. Per il Senatur, Dozzo e&#8217; &#8220;uno che e&#8217; nella Lega da tanti anni e che aveva fatto bene assieme a Zaia quando era sottosegretario all&#8217;Agricoltura&#8221;.<br />
Al vertice di oggi, tenutosi alla vigilia della manifestazione di domani a Milano, hanno partecipato Roberto Calderoli, Rosi Mauro, Giancarlo Giorgetti, Roberto Cota, Federico Bricolo, Andrea Gibelli e lo stesso Marco Reguzzoni, che lascia dunque la carica di capogruppo.<br />
&#8220;Ognuno ha fatto un passo indietro. Sia Maroni che in fondo e&#8217; stato danneggiato per la scelta del movimento, sia Reguzzoni che pur essendo stato un buon capogruppo ha fatto a sua volta un passo indietro&#8221; ha affermato Bossi.<br />
&#8220;Oggi si e&#8217; risolta una importante questione sotto la guida di Bossi, grazie al quale e&#8217; stata trovata compattezza e unita&#8217;&#8221; ha commentato Roberto Maroni, sempre a &#8216;La Padania&#8217;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelle misteriose assenze dei dipendenti di Palazzo Chigi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutto il 2011, ogni mese, non è andato al lavoro il 21%
PAOLO BARONI
Roma &#8211; Ne paghiamo 2521, ma tra impiegati, funzionari e dirigenti lavorano in meno di duemila. Ogni mese, infatti, alla presidenza del Consiglio si registra una media di assenze, per malattie, permessi e ferie pari al 21%. Cambia presidente del Consiglio, arriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutto il 2011, ogni mese, non è andato al lavoro il 21%<br />
PAOLO BARONI<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2012/01/Chigi-150x136.jpg" alt="Chigi" title="Chigi" width="150" height="136" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4666" />Roma &#8211; Ne paghiamo 2521, ma tra impiegati, funzionari e dirigenti lavorano in meno di duemila. Ogni mese, infatti, alla presidenza del Consiglio si registra una media di assenze, per malattie, permessi e ferie pari al 21%. Cambia presidente del Consiglio, arriva il governo dei tecnici e uno si immagina che l’assenteismo cada in picchiata. Della serie, tutti al lavoro per raddrizzare la barca. E invece scorrendo i dati pubblicati sul sito di palazzo Chigi si scopre che non è cambiato nulla. Anzi, peggio, spuntano tabelle fotocopia. Il dato di dicembre appena messo on line e relativo a 42 tra dipartimenti, ministeri senza portafoglio, strutture di missione e uffici vari, segna infatti una media di presenze del 79%. Con un picco del 92% di presenze nella struttura del ministero della Semplificazione normativa (ma resta in piedi anche senza Calderoli?) ed un minimo del 43% (ovvero più della metà degli addetti assenti) al ministero dell&#8217;Attuazione del programma, che evidentemente sopravvive anche dopo Rotondi.</p>
<p><span id="more-4665"></span></p>
<p>Il bello è che a novembre i numeri erano gli stessi: 79 a 21. Stesse identiche cifre, andando a ritroso nei mesi, anche a ottobre, a settembre, e così via sino a gennaio 2011. Per un&#8217;intera annata insomma i 2500 dipendenti di palazzo Chigi hanno fatto registrare gli stessi identici numeri di presenza/assenza. Anche ad agosto, stesso rapporto di 79 a 21, mentre un anno prima i presenti arrivavano al 41% a fronte di un 59% di assenti. Anche ad aprile, quando le strutture monitorate salivano da 42 a 43 e la new entry «Ufficio Sherpa G8» faceva segnare un sorprendente 5% di tasso di presenza. Insomma, elenchi fotocopia, presenze compilate col copia-incolla. Dati fasulli. Col governo Monticomenell&#8217; era Berlusconi.</p>
<p>Un caso? Praticamente impossibile. Un errore? Sarebbe molto grave, dopo che per anni in tanti, a iniziare dal ministro Brunetta, hanno fatto della trasparenza e della lotta all’assenteismo giustamente una bandiera. Se si osservano le tabelle del 2010 ci sono solo tre mesi (febbraio, marzo, aprile) che presentano valori identici (80% presenze, 20% assenze). Tutti gli altri mesi fanno registrare variazioni, piccole magari, ma pur sempre variazioni.</p>
<p>Se questi dati fossero veri significherebbe che ogni mese lo Stato, o meglio la collettività, paga 2521 tra impiegati, funzionari e dirigenti ma in realtà lavorano in meno di duemila. E a caro prezzo perché il monte stipendi della Presidenza del Consiglio l&#8217;anno passato toccava quota 289 milioni. Ovvero più di 114.600 euro lordi medi a testa.</p>
<p>Quando una domenica d&#8217;inizio ottobre di quattro anni fa montarono i tornelli a palazzo Chigi, i dipendenti del Palazzo si sentirono quasi stuprati. Il ministro della Funzione pubblica Brunetta invece cantava vittoria parlando di «fatto storico» ed esultando davanti a quelle che per molti colletti bianchi erano «diaboliche macchinette» per la gioia dei fotografi. La sua guerra ai fannulloni era appena iniziata ed i risultati mese dopo mese gli davano sempre più ragione: -20, -30, e poi -40 e -50 per cento di assenze in un mese. Nei primi tre anni (2008-2011) le statistiche ufficiali certificano un calo medio dell&#8217;assenteismo del 38% in tutta la pubblica amministrazione, trend che tra alti e bassi, resta più o meno invariato. I giorni di malattia sono letteralmente crollati: in media appena 9,1 giorni (10 l’anno passato) di assenze per dipendente, contro i 12 dei tedeschi e i 16 dei francesi.</p>
<p>Ora sorge il dubbio che però anche quei numeri non fossero poi tanti sicuri. A meno che qualcuno oggi non ci venga a dire che si è trattato di un errore materiale, o di una distrazione di un impiegato del Servizio personale di palazzo Chigi. Passato inosservato per un anno intero.<br />
La Stampa</p>
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