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	<title>Occasioni &#187; Mercato</title>
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		<title>Fiat sale al 30 per cento di Chrysler</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[30 per cento]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Lingotto raggiunge il secondo degli step previsti dall&#8217;accordo
Marchionne: &#8220;Ancora pochi giorni per l&#8217;intesa su Bertone&#8221;
TORINO &#8211; La Fiat è salita dal 25 al 30% di Chrysler. Lo annuncia il Lingotto, in una nota nella quale precisa che è stato raggiunto il secondo degli step previsti dall’accordo con la casa di Detroit. Un’acquisizione annunciata, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Lingotto raggiunge il secondo degli step previsti dall&#8217;accordo<br />
Marchionne: &#8220;Ancora pochi giorni per l&#8217;intesa su Bertone&#8221;<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/04/jeep.jpg" alt="jeep" title="jeep" width="180" height="136" class="alignleft size-full wp-image-2839" />TORINO &#8211; La Fiat è salita dal 25 al 30% di Chrysler. Lo annuncia il Lingotto, in una nota nella quale precisa che è stato raggiunto il secondo degli step previsti dall’accordo con la casa di Detroit. Un’acquisizione annunciata, che ieri Marchionne aveva dato per fatta: le quote di partecipazione in Chrysler sono quindi così divise: Uaw Veba 59,2%; Fiat 30%; Tesoro Usa 8,6% e Governo canadese 2,2%. L’ad di Fiat, da Balocco, aveva spiegato che il Lingotto tecnicamente è già pronto a salire al 51% già entro giugno ma «dipende se riusciremo a rifinanziare il debito con il governo. L’intenzione c’è». </p>
<p><span id="more-2838"></span></p>
<p>Cosa prevede l&#8217;accordo<br />
Il secondo “Performance Event” previsto dall’accordo con Fiat del 10 giugno 2009 &#8211; ricorda, in un comunicato, la Chrysler &#8211; consiste nel raggiungimento da parte del gruppo di Detroit di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari riferibili a vendite effettuate, successivamente all’intesa, al di fuori del Canada, Messico e Stati Uniti (Paesi Nafta). Questo secondo step prevede anche la sottoscrizione di tre accordi da parte della Fiat o di sue collegate: un’intesa che coinvolga almeno il 90% dei concessionari Fiat in Brasile nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles); un accordo che coinvolga almeno il 90% dei concessionari Fiat nell’Unione Europea nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi, anche in questo caso, quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles) e che preveda, ai fini dei rilievi relativi alle emissioni di CO2, l’aggregazione delle flotte di veicoli Chrysler Group e Fiat nell’Unione Europea; un accordo che preveda la remunerazione di Chrysler Group per l’utilizzo da parte di Fiat o sue collegate delle sue tecnologie al di fuori dei Paesi Nafta. </p>
<p>I risultati già raggiunti<br />
Il primo step, che ha portato a gennaio la partecipazione della Fiat dal 20 al 25%, è stato raggiunto con la produzione negli Stati Uniti (a Dundee in Michigan) del motore Fire. Il Lingotto potrà aumentare ancora la quota al 35% quando sarà raggiunto il terzo Performance Event che prevede la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. </p>
<p>La questione italiana<br />
Tra i temi centrali per il Lingotto continua ad esserci l’ex Bertone, dove la Fiat vuole investire 500 milioni di euro per produrre un modello Maserati, ma la trattativa non va avanti. «Piani alternativi ci sono, in Italia e altrove», ha detto ieri Marchionne che sull’atteggiamento della Fiom, largamente maggioritaria in fabbrica, osserva: «lascio giudicare ai dipendenti, sarebbe un vero peccato per loro non fare l’investimento lì, ma ognuno è libero di fare le sue scelte». Il problema, per l’ad del Lingotto, è chiaro: bisogna applicare lo stesso contratto di Mirafiori e Pomigliano, non si possono «creare due Stati nella Fiat». A Marchionne non dispiace l’ipotesi referendum «perchè è meglio sapere direttamente dai lavoratori quello che pensano, soprattutto in un sito fermo da sei anni». </p>
<p>Le strategie in America<br />
Tornando alle questioni “americane”, dopo aver detto che le vendite della 500 «stanno andando bene», l’Ad del Lingotto ha aggiunto che negli States prima della Giulia arriverà il suv Alfa prodotto a Mirafiori. «Lo stile della Giulia non piace agli americani &#8211; ha spiegato &#8211; ci stiamo ancora lavorando, non vogliamo sbagliare. Resta in ogni caso confermato il 2012 come anno del lancio dell’Alfa Romeo negli Usa». Il marchio Jeep invece punta sull&#8217;Europa e conta di vendere 125.000 auto entro il 2014. Questo almeno lo scenario disegnato ieri dall’Ad Mike Manley davanti a un compiaciuto Marchionne. Nel 2010 le vendite di Jeep sono cresciute del 24% a livello globale e del 36% nel primo trimestre del 2011. La gamma europea prevede quattro vetture: Grand Cherokee, Compass, Wrangler e la sua declinazione a quattro porte Wrangler Unlimited.<br />
La Stampa</p>
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		<title>La crisi spinge il mercato dell&#8217;usato</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 15:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[spinge il mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Boom elettrodomestici e mobili di seconda mano
ROMA &#8211; Elettrodomestici, mobili e oggetti di seconda mano. La crisi ha messo le ali alle vendite in conto terzi: + 10 per cento all&#8217;anno. E&#8217; questo il settore che sta diventando la spina dorsale del mercato dell&#8217;usato. Che non e&#8217; piu&#8217; una tendenza anche un po&#8217; radical chic, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boom elettrodomestici e mobili di seconda mano<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/04/Usato.jpg" alt="Usato" title="Usato" width="180" height="123" class="alignleft size-full wp-image-2766" />ROMA &#8211; Elettrodomestici, mobili e oggetti di seconda mano. La crisi ha messo le ali alle vendite in conto terzi: + 10 per cento all&#8217;anno. E&#8217; questo il settore che sta diventando la spina dorsale del mercato dell&#8217;usato. Che non e&#8217; piu&#8217; una tendenza anche un po&#8217; radical chic, bensi&#8217; una conseguenza della grande recessione globale. Mercati, mercatini, mercatoni del riciclo che stanno diventando anche una risposta all&#8217;invasione aggressiva del made in China a bassa qualita&#8217; e basso costo.</p>
<p><span id="more-2765"></span></p>
<p>&#8221;Negli anni Novanta c&#8217;e&#8217; stato il boom del vintage. Che ha avuto, invece, una forte contrazione negli anni Duemila con l&#8217;avvio di una grande espansione del cosiddetto &#8216;indifferenziato&#8217; (tutta la merce d&#8217;antiquariato e nuova che poi spettera&#8217; all&#8217;operatore specializzato scremare), a basso costo ma a qualita&#8217; maggiore rispetto al cinese&#8221;, spiega Pietro Luppi direttore del centro ricerche dell&#8217; &#8221;Occhio del Riciclone&#8221;, una delle organizzazioni che fanno parte della Rete nazionale degli operatori dell&#8217;usato. E anche i numeri dei nuovi commercianti dei mercati dà il segno del fenomeno: sono quattromila nei mercati storici e delle pulci, nelle strade e nelle fiere. Operatori italiani, ma pure slavi, rom, africani. Sono mercati multiculturali. Paralleli, ma alternativi, alla grande e tradizionale distribuzione; mercati competitivi in un paese che soffre soprattutto per la debolezza della sua domanda interna. In piu&#8217; riciclare vuol dire anche ridurre l&#8217;inquinamento ambientale, aumentare l&#8217;occupazione, rilanciare un po&#8217; l&#8217;economia. Cosi&#8217;, ora, questi negozianti dell&#8217;usato, vogliono un riconoscimento giuridico.<br />
La scorsa settimana si e&#8217; svolta a Torino la prima convention nazionale della Rete: uno sorta di Stati generali dell&#8217;usato per fare il punto della situazione e per rilanciare alcune precise richieste: riconoscimento dello status giuridico, incentivi fiscali, facilitazioni per svolgere l&#8217;attivita&#8217; e spazi pubblici permanenti dove poter operare. Un mercato dove c&#8217;e&#8217; molto abusivismo. &#8221;Gli abusivi &#8211; osserva Luppi &#8211; non riescono a trovare regole di riferimento. Solo per fare un esempio, a Roma su 2.700 micro-imprese, 1.800 sono irregolari, con un fatturato globale che supera ampiamente i 50 milioni di euro. Senza politiche adeguate &#8211; lamenta &#8211; si rischia di mandare a casa, perche&#8217; senza più lavoro, 2.700 famiglie, l&#8217;equivalente di una grande impresa&#8221;.<br />
La grande cavalcata del &#8216;conto terzi&#8217;, dunque. Cosi&#8217; lo spiega il primo Rapporto nazionale del riutilizzo: &#8221;Con la crisi generale dei negozi dell&#8217;usato italiani e la proliferazione degli ambulanti, tutte le merci di dimensioni troppo grosse per essere esposte nei banchi mobili rischiavano di essere espulse dal mercato. A fronte di una domanda sempre presente, il commercio di mobili ed elettrodomestici e&#8217; stato rilanciato con la formula conto terzi: non richiede nessun investimento del negoziante che anziche&#8217; acquistare e rivendere le merci, si limita ad intermediarle&#8221;. Incassando, quindi, una percentuale dalla vendita.<br />
La clientela? Soprattutto famiglie popolari. &#8221;Nel Veneto &#8211; dice ancora Luppi &#8211; ormai i negozi conto terzi hanno le insegne anche in arabo&#8221;. C&#8217;e', infine, un problema che riguarda gli approvvigionamenti delle merci. Per l&#8217;indifferenziata avviene attraverso lo sgombero dei locali e dei cassonetti dei rifiuti. A Roma sono almeno 16 mila i cassonetti che vengono frugati dai Rom che poi rivendono quello che riescono a racimolare. E&#8217; per 572 famiglie Rom la fonte di sopravvivenza. E solo nei cassonetti indifferenziati della Capitale sono presenti oggetti usati per un valore di almeno 33 milioni di euro ogni anno. &#8221;Tutti i player del settore &#8211; spiega Luppi &#8211; sostengono che piu&#8217; merce c&#8217;e&#8217; e piu&#8217; merce si vende. Per questo si chiede di creare un&#8217;offerta all&#8217;ingrosso per i centri di raccolta dei rifiuti: oggi puo&#8217; essere riutilizzato tra il 4 e il 10 per cento di quelli solidi urbani. Sono armadi, tavoli, poltrone e giocattoli&#8221;. Il consumismo rischia di avere i giorni contati.<br />
(ANSA)</p>
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		<title>Fiat, Ue dice &#8217;sì&#8217; all&#8217;acquisizione di Vm Motori: non ostacola la concorrenza</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 14:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruxelles, (Adnkronos/Aki) &#8211; La Commissione europea ha dato il suo via libera all&#8217;acquisizione del controllo congiunto di Vm Motori, costruttore italiano di motori diesel, da parte di Fiat e di General Motors. Secondo i servizi di Bruxelles, la concentrazione &#8220;non sarebbe tale da ostacolare in maniera significativa la concorrenza effettiva&#8221; nello spazio economico europeo.
L&#8217;esame dell&#8217;operazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/03/fiat_catena.jpg" alt="fiat_catena" title="fiat_catena" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-2676" />Bruxelles, (Adnkronos/Aki) &#8211; La Commissione europea ha dato il suo via libera all&#8217;acquisizione del controllo congiunto di Vm Motori, costruttore italiano di motori diesel, da parte di Fiat e di General Motors. Secondo i servizi di Bruxelles, la concentrazione &#8220;non sarebbe tale da ostacolare in maniera significativa la concorrenza effettiva&#8221; nello spazio economico europeo.<br />
L&#8217;esame dell&#8217;operazione effettuato dalla Commissione Ue ha evidenziato infatti che la combinazione delle attività di fabbricazione di motori diesel di VM Motori con quelle di Fiat, realizzate da Fiat Powertrain, comporterebbe &#8220;sovrapposizioni orizzontali relativamente limitate che non danno luogo a riserve sotto il profilo della concorrenza&#8221;. </p>
<p><span id="more-2675"></span></p>
<p>La Commissione ha inoltre esaminato l&#8217;eventualità che i rapporti verticali tra le attività di fabbricazione di motori diesel di VM Motori e le attività esistenti di Fiat e Fiat Industrial su un numero di mercati di autoveicoli e componenti per autoveicoli, potessero ostacolare la concorrenza. In tutti i casi, l&#8217;esame dei servizi del commissario alla concorrenza Joaquin Almunia ha escluso questa possibilità, dal momento che &#8220;Fiat e Fiat Industrial non sarebbero in grado di escludere i loro concorrenti in quanto esistono sufficienti fonti di approvvigionamento alternative&#8221;. Quindi Bruxelles ha deciso di dare il suo ok all&#8217;operazione. </p>
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		<title>Tra stuccature e chiavi inglesi, sempre più donne svolgono lavori maschili</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiavi inglesi]]></category>
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		<category><![CDATA[sempre più donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Carrozziere, falegname, fabbro, autoriparatore: tutti mestieri declinati fin qui (quasi) sempre al maschile. Ma ora si dovrà cominciare a ripensare i termini, perché anche in Italia sempre più donne scelgono di lavorare in campi considerati di dominio esclusivamente maschile.
A segnalare la scalata rosa alla chiave inglese o all&#8217;apparecchio di precisione è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/03/donna_meccanico.jpg" alt="donna_meccanico" title="donna_meccanico" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-2651" />Roma, (Adnkronos/Labitalia) &#8211; Carrozziere, falegname, fabbro, autoriparatore: tutti mestieri declinati fin qui (quasi) sempre al maschile. Ma ora si dovrà cominciare a ripensare i termini, perché anche in Italia sempre più donne scelgono di lavorare in campi considerati di dominio esclusivamente maschile.<br />
A segnalare la scalata rosa alla chiave inglese o all&#8217;apparecchio di precisione è stato un&#8217;elaborazione dell&#8217;Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese: in Italia ci sono 1.800 camioniste, 400 elettriciste, 1.100 tappezziere, 2.300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 &#8216;falegname&#8217; e oltre 300 calzolaie. </p>
<p><span id="more-2650"></span></p>
<p>Ma come accade che una donna scelga un mestiere maschile? Flora Pacioni, ad esempio, titolare dell&#8217;officina di autoriparazioni &#8216;Auto Point Service&#8217; di Roma, gestita insieme alla figlia, si è trovata 12 anni fa a dover imparare in fretta il mestiere alla morte del marito. &#8220;Io che avevo un diploma di liceo scientifico &#8211; dice a LABITALIA &#8211; sono tornata a scuola, ho preso il titolo all&#8217;Ipsia e ho frequentato tutti i corsi per poter gestire un&#8217;autofficina&#8221;.<br />
&#8220;Ma all&#8217;inizio &#8211; ricorda la signora Flora &#8211; la reazione era sempre la stessa: &#8216;Che ci vuoi capire tu di carrozzeria e di motore, che sei donna?&#8217;&#8221;. &#8220;Ora dirigo 7 uomini, che fanno quello che dico io &#8211; dice con orgoglio la signora Flora &#8211; e che sanno che se non fanno bene il loro mestiere, mi metto la tuta, carteggio io e faccio vedere loro come si fa&#8221;.<br />
Anche Anna Rizzo, titolare della &#8216;Rizzo Umberto srl&#8217;, azienda di Fontenuova, vicino Roma, che produce componenti di termoidraulica e rubinetteria, si è trovata a lavorare in un campo molto maschile: quello della meccanica. &#8220;Alla morte di mio padre &#8211; dice la signora Rizzo a LABITALIA &#8211; nel 2000 mi sono trovata con i miei fratelli a gestire l&#8217;azienda e nel 2004 ho dovuto scegliere se continuare da sola o chiudere. E ho scelto di continuare&#8221;. All&#8217;inizio non è stato facile. &#8220;Al primo impatto, quando mi sono trovata ad avere a che fare con colleghi uomini, sono stata magari guardata con diffidenza ed &#8216;esaminata&#8217; attentamente. Ma poi, andando avanti, è venuta fuori la mia forza e sono emerse le mie qualità, e ora non sento difficoltà nei confronti degli imprenditori uomini&#8221;.<br />
La forza di Anna Rizzo è testimoniata anche dal fatto che nella sua azienda, in questi due anni di crisi, nessuno dei 14 dipendenti è stato licenziato o messo in cassa integrazione. &#8220;Bisogna crederci &#8211; dice Rizzo, che è anche rappresentante Cna nel comitato per l&#8217;imprenditoria femminile in Camera di commercio &#8211; bisogna affrontare anche i momenti difficili guardandoli in faccia con sincerità. Fare impresa &#8211; conclude &#8211; non è né maschile né femminile, ma è molto impegnativo&#8221;.<br />
E che la vita, per le donne che scelgono di fare un mestiere da uomo, non sia sempre facile lo testimonia il caso delle donne della famiglia Degli Stefani, Myriam, Samuela e Luigina (la mamma) che alla morte del capofamiglia decidono di mandare avanti la carrozzeria di Varese. Si mettono di buona lena a riparare graffi e ammaccature, a verniciare auto e a personalizzare caschi, camion e motorini, grazie anche a una bella vena artistica e a una grande sapienza con l&#8217;aerografo. Ma l&#8217;azienda, come spiega Luigina a LABITALIA, &#8220;è sopravvissuta due anni, poi abbiamo dovuto chiudere&#8221;. Il motivo sta soprattutto &#8220;nella mentalità chiusa delle persone che non capiscono come una donna possa fare altrettanto bene un lavoro da uomo&#8221;. I clienti non arrivavano, insomma, ed erano ancora troppo scettici sulle capacità delle donne Degli Stefani. &#8220;Le mie figlie sono bravissime &#8211; dice con orgoglio Luigina &#8211; eppure i clienti uomini stanno a guardare il puntino o il granello, tanto per fare una critica. E alle donne &#8211; dice sconsolata &#8211; non basta dimostrare di essere brave 4 volte gli uomini per conquistarsi uno spazio nel mondo del lavoro&#8221;.</p>
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		<title>Lavoro, occupazione giù in grandi imprese</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 11:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[giù in grandi imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2010 è diminuita dell&#8217;1,6% rispetto al 2009. Lo rileva l&#8217;Istat
ROMA  &#8211; L&#8217;occupazione nelle grandi imprese nel 2010 è diminuita dell&#8217;1,6% rispetto al 2009. Lo rileva l&#8217;Istat precisando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Al netto della cassa l&#8217;occupazione nel complesso delle imprese con oltre 500 dipendenti è diminuita dell&#8217;1%.
Nel 2010, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/Occupazione.jpg" alt="Occupazione" title="Occupazione" width="180" height="114" class="alignleft size-full wp-image-2085" />Nel 2010 è diminuita dell&#8217;1,6% rispetto al 2009. Lo rileva l&#8217;Istat<br />
ROMA  &#8211; L&#8217;occupazione nelle grandi imprese nel 2010 è diminuita dell&#8217;1,6% rispetto al 2009. Lo rileva l&#8217;Istat precisando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Al netto della cassa l&#8217;occupazione nel complesso delle imprese con oltre 500 dipendenti è diminuita dell&#8217;1%.<br />
Nel 2010, rileva l&#8217;Istat, è diminuita soprattutto l&#8217;occupazione nelle grandi imprese industriali: nelle grandi aziende del comparto infatti l&#8217;occupazione è diminuita del 2,5% al lordo della cig mentre è scesa solo dello 0,7% al netto della cassa (molto utilizzata nel 2009). Nei servizi invece nell&#8217;intero anno l&#8217;occupazione è diminuita dell&#8217;1,2% al lordo della cassa e dell&#8217;1,3% al netto della cassa integrazione. Nel complesso delle grandi imprese si è registrato nell&#8217;anno un calo dell&#8217;1,6% dell&#8217;occupazione al lordo della cassa e dell&#8217;1% al netto della cassa. </p>
<p><span id="more-2084"></span></p>
<p>Al lordo della cassa se si considera la base di 2.1 milioni di lavoratori occupati nelle grandi aziende i posti di lavoro persi nell&#8217;anno sono circa 33.000. Nei soli servizi il calo è stato di 15.000 posti mentre nell&#8217;industria è stato di 18.000 posti. Nel solo mese di dicembre l&#8217;occupazione è aumentata nelle grandi imprese industriali su base congiunturale sia al lordo (+0,1%) sia al netto (+0,6%) della cassa integrazione. Su base tendenziale i dati restano negativi con un calo dell&#8217;1,9% al lordo della cassa integrazione e una diminuzione dello 0,8% al netto della cassa. Nei servizi l&#8217;occupazione è rimasta invariata rispetto a novembre (sia al lordo che al netto della cassa) mentre e&#8221; diminuita rispetto a dicembre 2009 (-0,6% al lordo e -0,7% al netto della cassa integrazione).<br />
L&#8217;occupazione nelle grandi imprese a dicembre è rimasta invariata rispetto a novembre ed è diminuita dell&#8217;1,1% su dicembre 2009 rispetto a dicembre 2009. Lo comunica l&#8217;Istat precisando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Al netto della cassa integrazione l&#8217;occupazione è aumentata dello 0,2% rispetto a novembre ed è diminuita dello 0,6% rispetto a dicembre 2009.<br />
(Ansa)</p>
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		<title>A Ginevra la classica Morgan Threewheeler</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 10:28:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nata nel 1910 e&#8217; oggi ripresentata con motore e cambio attuali
ROMA &#8211; Arriverà al salone di Ginevra la Morgan 3 Wheeler, a tre ruote, annunciata alla fine dello scorso anno. Sconosciuta dalla maggior parte di chi orbita nel moderno mondo dell&#8217;auto la Morgan Threewheeler è un altro prodotto della serie Classic realizzato dalla casa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/Morgan-Threewheeler.jpg" alt="Morgan-Threewheeler" title="Morgan-Threewheeler" width="180" height="125" class="alignleft size-full wp-image-2082" />Nata nel 1910 e&#8217; oggi ripresentata con motore e cambio attuali<br />
ROMA &#8211; Arriverà al salone di Ginevra la Morgan 3 Wheeler, a tre ruote, annunciata alla fine dello scorso anno. Sconosciuta dalla maggior parte di chi orbita nel moderno mondo dell&#8217;auto la Morgan Threewheeler è un altro prodotto della serie Classic realizzato dalla casa di Malvern Link con la stessa architettura utilizzata per costruire il modello originale dei primi del 900. Il termine Threewheeler fu usato allora dalla Morgan perché serviva a definire i veicoli a tre ruote esentati dal pagamento della tassa sulle automobili. Nel secolo passato i veicoli a motore erano considerati, in Gran Bretagna, alla stregua delle motociclette. Una regola che permetteva ai giovani, dal 1910 in poi, di godere del fascino di una roadster a due posti senza doverne pagare il costo fiscale extra. Nonostante l&#8217;obiettivo apparentemente di secondo piano la Morgan Threewheelers diventò presto uno dei veicoli più divertenti per la mobilità cittadina.</p>
<p><span id="more-2081"></span></p>
<p>Per cercare di tornare ai tempi gloriosi con un veicolo che promette ancora tanto divertimento, la Morgan ripresenta ora un nuovo Threewheelers in tutto simile a quello del tempo, con un modernissimo motore due cilindri a V ad iniezione dell&#8217;americana S&#038;S che eroga 115 Cv di potenza, accoppiato ad un cambio a 5 velocità della Mazda. Torna così il simpatico 3 ruote della Morgan con tutto il design e il fascino dei bei tempi andati ma con un&#8217;efficiente meccanica attuale, in vendita a 29.205 Euro prima delle tasse.<br />
(Ansa)</p>
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		<title>Battesimo per la Ferrari Four</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 11:56:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Protagonista del Salone di Ginevra. Rivoluzione a 4 ruote motrici
MARANELLO- Battesimo in mondovisione per la  Ferrari Four, la vettura che viene annunciata come la piu&#8217; prestazionale e versatile Ferrari mai realizzata. Oltre 700 gli ospiti della serata, tra i presenti il presidente Luca di Montezemolo, il vicepresidente Piero Ferrari, l&#8217;ad Amedeo Felisa, e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/ferrari-ff.jpg" alt="ferrari-ff" title="ferrari-ff" width="180" height="120" class="alignleft size-full wp-image-2052" />Protagonista del Salone di Ginevra. Rivoluzione a 4 ruote motrici<br />
MARANELLO- Battesimo in mondovisione per la  Ferrari Four, la vettura che viene annunciata come la piu&#8217; prestazionale e versatile Ferrari mai realizzata. Oltre 700 gli ospiti della serata, tra i presenti il presidente Luca di Montezemolo, il vicepresidente Piero Ferrari, l&#8217;ad Amedeo Felisa, e i piloti della scuderia, Fernando Alonso e Felipe Massa. L&#8217;evento -presentato in otto lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, arabo, cinese e giapponese) e&#8217; statoseguito in tutto il mondo. Per vederla dal vivo bisognera&#8217; aspettare il Salone di Ginevra, dove la FF gia&#8217; si preannuncia come la protagonista assoluta della rassegna svizzera.</p>
<p><span id="more-2051"></span></p>
<p>LA SCHEDA &#8211;  Una rivoluzione a quattro ruote motrici e a quattro comodi posti a sedere. Si chiama infatti Ferrari Four, con un chiaro richiamo al numero quattro, l&#8217;ultimo bolide a 12 cilindri sfornato da Maranello. E&#8217; la quattro posti piu&#8217; prestazionale e versatile nella storia della marca, nonche&#8217; la prima vettura del Cavallino Rampante a trazione integrale, anche se di fatto la spinta resta sulle ruote posteriori, e solo al bisogno e in percentuale inferiore parte della Coppia viene distribuita all&#8217;asse anteriore. Gioia per i puristi.</p>
<p>Una vettura che debuttera&#8217; ufficialmente in occasione del prossimo Salone dell&#8217;Auto di Ginevra a marzo e che, nelle intenzioni di Maranello, definisce un concetto completamente nuovo di Gran Turismo sportiva, rompendo decisamente con il passato, non una semplice evoluzione: ecco perche&#8217; la stessa casa automobilistica parla di &#8221;vera e propria rivoluzione&#8221;.</p>
<p>Questa nuova 12 cilindri concilia, secondo la Ferrari, &#8221;come nessuno mai ha saputo fare, il carattere estremamente sportivo e prestazionale con la grande fruibilita&#8217;, la raffinata eleganza e il comfort eccezionale, per far vivere al pilota e ai passeggeri emozioni uniche&#8221;.</p>
<p>Disegnata da Pininfarina, stabilisce gia&#8217; nelle forme e nei volumi l&#8217;armonia tra la sua anima sportiva e la straordinaria versatilita&#8217;. La FF adotta, per la prima volta nella storia di Maranello, un sistema di trazione integrale. Il 4RM (quattro ruote motrici), brevettato dalla Ferrari, riduce del 50% il peso rispetto ad uno tradizionale, mantenendo una ripartizione ideale delle masse (53% sul posteriore). Completamente integrato con i controlli elettronici di dinamica veicolo, contribuisce a prestazioni record su tutti i terreni e in tutte le condizioni, gestendo, istante per istante e in modo predittivo, la coppia applicata a ciascuna ruota. La FF e&#8217; inoltre dotata delle nuove sospensioni a smorzamento magnetoreologico di terza generazione, e del piu&#8217; recente sviluppo dell&#8217;impianto frenante Brembo in carbo-ceramica.</p>
<p>Le performance sono assicurate dai 660 CV erogati a 8000 giri/min dal nuovo motore a iniezione diretta da 6.262 cm3, che insieme al cambio F1 doppia frizione in posizione transaxle, garantisce accelerazioni elevatissime (3,7 sec lo 0-100 km/h).</p>
<p>Il miglior rapporto peso potenza della categoria di 2,7 Kg/CV, insieme alla perfetta ripartizione dei pesi, conferisce alla FF un&#8217;eccezionale prontezza di risposta ai comandi, apprezzabile su di un&#8217;ampia gamma di percorsi: cittadini, strade a bassa aderenza anche fortemente innevate e circuiti. La nuova nata di Maranello offre ai passeggeri massima flessibilita&#8217; in termini di spazi, ricche dotazioni ed eleganti finiture, per una qualita&#8217; di vita a bordo mai raggiunta prima su una vettura cosi&#8217; prestazionale. E&#8217; in grado di ospitare comodamente quattro persone e relativi bagagli grazie alla migliore abitabilita&#8217; e alla maggiore capacita&#8217; di carico bagagliaio del mercato di riferimento (450 litri ampliabili fino ad 800 grazie ai sedili posteriori ribaltabili), incluse vetture quattro porte. Per questa vettura e&#8217; stata studiata una vastissima gamma di personalizzazioni e accessori che include sei colori specifici e interni con pelli alla semianilina, innovative per modalita&#8217; di selezione e trattamento.<br />
(Ansa)</p>
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		<title>Carburanti, non si fermano gli aumenti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:51:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, (Adnkronos) &#8211; &#8221;Prosegue senza sosta la salita dei prezzi dei carburanti. Nel fine settimana TotalErg ha ritoccato all&#8217;insù di 0,3 centesimi il prezzo raccomandato della benzina, mentre questa mattina Tamoil è salita di 0,5 centesimi sia sulla verde che sul diesel&#8221;. E&#8217; quanto emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it effettuato in un campione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/benzina.jpg" alt="benzina" title="benzina" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-1992" />Roma, (Adnkronos) &#8211; &#8221;Prosegue senza sosta la salita dei prezzi dei carburanti. Nel fine settimana TotalErg ha ritoccato all&#8217;insù di 0,3 centesimi il prezzo raccomandato della benzina, mentre questa mattina Tamoil è salita di 0,5 centesimi sia sulla verde che sul diesel&#8221;. E&#8217; quanto emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it effettuato in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale.<br />
&#8221;Rialzi &#8211; si rileva &#8211; ancora non del tutto assorbiti a livello di prezzi praticati sul territorio, dove, tuttavia, si scontano i passi in avanti dei giorni scorsi delle altre compagnie. Da segnalare anche la salita del divario tra le punte minime registrate al Nord e quelle massime al Sud (per la verde, in particolare, ci si avvicina nuovamente agli 8 centesimi) e l&#8217;allargamento di quello tra petrolifere e no-logo (ora a 9 centesimi sulla benzina)&#8221;. </p>
<p><span id="more-1991"></span></p>
<p>&#8221;Nel dettaglio la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall&#8217;1,507 euro/litro degli impianti Esso all&#8217;1,515 dei Tamoil (no-logo a 1,425 euro/litro). Per il diesel si passa dall&#8217;1,394 euro/litro riscontrato nelle stazioni di servizio Esso all&#8217;1,404 rilevato negli impianti Tamoil (le no-logo a 1,333 euro/litro). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,788 euro/litro registrato nei punti vendita Eni e lo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil (0,772 euro/litro le no-logo)&#8221;. </p>
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		<title>Fiat, firmato accordo per Termini Imerese</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 15:09:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, (Adnkronos/Ign) &#8211; E&#8217; stato firmato oggi l&#8217;accordo per il rilancio di Termini Imerese. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, insieme all&#8217;assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Marco Venturi, al presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti, al sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, al consorzio Asi di Palermo e ai rappresentanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/fiat.jpg" alt="fiat" title="fiat" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-1896" />Roma, (Adnkronos/Ign) &#8211; E&#8217; stato firmato oggi l&#8217;accordo per il rilancio di Termini Imerese. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, insieme all&#8217;assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Marco Venturi, al presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti, al sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, al consorzio Asi di Palermo e ai rappresentanti di Fiat e di Invitalia ha infatti siglato l&#8217;accordo di programma per la disciplina degli interventi di riqualificazione e reindustrializzazione del polo industriale che il Lingotto lascerà alla fine dell&#8217;anno. La firma del documento ha avuto luogo al dicastero dello Sviluppo economico. </p>
<p><span id="more-1895"></span></p>
<p>Un grande polo industriale multiproduttivo, dove, accanto alle auto ci sarà anche posto per attrezzature mediche, serre fotovoltaiche, cinema, fiction e grande distribuzione. Sarà questo il futuro del sito di Termini Imerese, secondo quanto definito dall&#8217;accordo di programma, dopo che la Fiat, a fine 2011, cesserà la propria produzione di vetture.<br />
L&#8217;accordo prevede lo stanziamento di risorse pubbliche per 450 milioni, 100 da parte del Ministero mentre la Regione metterà in campo 350 milioni, di cui 200 per la reindustrializzazione del sito e gli altri 150 per le infrastrutture. L&#8217;investimento complessivo per la riconversione del sito, tra soldi pubblici e quelli delle aziende selezionate, è di oltre 1 miliardo di euro visto che dai privati arriveranno investimenti per circa 600 milioni.<br />
Tra le 7 aziende scelte a partire da 31 manifestazioni di interesse due sono del settore auto: De Tomaso di Gian Mario Rossignolo (auto di lusso) e Cape Reva di Simone Cimino (auto elettrica). Le altre cinque operano, invece, in vari campi: dall&#8217;energia, Bio Gen Termini (bio-tecnologie), alle serre fotovoltaiche, Fratelli Ciccolella; dalla grande distribuzione, Newcoop, alle protesi mediche, Lima, alla fiction con Med Studios. Quanto alla proposta della molisana Dr Motor Company, il ministro Romani ha spiegato che non ci sono preclusioni così come verso altri possibili nuovi soggetti, ma essendo arrivata fuori dai tempi indicati rimane &#8221;in panchina&#8221;. Potrebbe dunque rientrare se qualcuna delle iniziative in campo non dovesse avere il percorso immaginato.<br />
Sul fronte dell&#8217;occupazione, Romani ha spiegato che a fronte dei circa 1.500 dipendenti attuali si arriverà a regime, ovvero nei 36 mesi in cui è indicata la completa attuazione dell&#8217;accordo, a 3.300 unità. A partire &#8220;da un grande problema occupazione &#8211; ha detto il ministro &#8211; si è lavorato con determinazione per creare le condizioni necessarie al rilancio di uno dei più importanti insediamenti produttivi del Mezzogiorno&#8221;.<br />
Intanto sarà possibile tutelare gli attuali 1.500 occupati dato che nell&#8217;accordo è prevista la cessione del sito da parte della Fiat con la presa in carico da parte delle nuove società anche dei lavoratori del Gruppo. Nell&#8217;accordo siglato oggi, infatti, il Lingotto si è impegnato a definire la tempistica e le modalità della cessione a costo zero del sito di Termini &#8216;&#8217;senza richiedere altro corrispettivo per i beneficiari che la effettiva ricollocazione lavorativa di tutti i relativi addetti nonché il trasferimento dell&#8217;organico aziendale&#8221;.<br />
Non è escluso che nella fase transitoria del passaggio tra una società e l&#8217;altra si possa ricorrere alla cassa integrazione o comunque ad altri ammortizzatori sociali. Un tema questo che probabilmente sarà affrontato già a breve con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. L&#8217;intenzione del governo comunque, secondo Romani, è di abbreviare il più possibile &#8221;il periodo di transizione&#8221;. Invitalia, advisor del dicastero di via Veneto, coordinerà operativamente le procedure di attuazione dell&#8217;accordo, predisponendo inoltre i necessari piani finanziari degli investimenti.<br />
Soddisfatto il ministro Romani secondo cui si tratta di &#8221;un accordo straordinario, fatto in tempi ravvicinati come avevamo promesso&#8221;. La soluzione che oggi prende l&#8217;avvio &#8221;è un segnale importante della vitalità del tessuto economico italiano e della capacità del governo Berlusconi di mettere a sistema le migliori forze del Paese. Adesso &#8211; ha proseguito &#8211; è necessario l&#8217;impegno di tutti, governo, istituzioni locali, imprese, sindacati e lavoratori stessi, per fare in modo che l&#8217;accordo trovi piena attuazione nelle tempistiche indicate. Ciascuno deve fare fino in fondo la propria parte per dare un nuovo futuro a Termini Imerese&#8221; ha concluso.</p>
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		<title>ECO &#8211; Alitalia, al via intesa con China Eastern. Voli Roma-Pechino-Shangai</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 14:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabelli: Bene conti 2010, nostra preoccupazione è prezzo del petrolio. Per l&#8217;ad necessario anche intervenire su collegamenti con Fiumicino e su investimenti hub
 Roma, (Il Velino) &#8211; Parte l&#8217;accordo di partnership tra Alitalia e China Eastern per i nuovi collegamenti diretti tra Italia e Cina in codeshare. La presentazione ufficiale dell&#8217;intesa è stata fatta dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabelli: Bene conti 2010, nostra preoccupazione è prezzo del petrolio. Per l&#8217;ad necessario anche intervenire su collegamenti con Fiumicino e su investimenti hub<br />
<img src="http://news.italiaoccasioni.it/wp-content/uploads/2011/02/Alitalia.jpg" alt="Alitalia" title="Alitalia" width="250" height="130" class="alignleft size-full wp-image-1893" /> Roma, (Il Velino) &#8211; Parte l&#8217;accordo di partnership tra Alitalia e China Eastern per i nuovi collegamenti diretti tra Italia e Cina in codeshare. La presentazione ufficiale dell&#8217;intesa è stata fatta dal presidente di Alitalia Roberto Colaninno, dall&#8217;ad Rocco Sabelli e dal numero uno di China Eastern Ma Xulun. I nuovi voli collegheranno Roma con le due principali metropoli cinesi, Pechino e Shangai. Nel dettaglio a partire dall&#8217;estate, China Eastern opererà voli Roma-Shangai in codesharing 4 volte a settimana con Airbus A340 con 3 classi di viaggio. A partire dal 1 giugno Alitalia opererà nuovi voli tra Roma e Pechino in codesharing con China Eastern. </p>
<p><span id="more-1892"></span></p>
<p>I voli saranno effettuati anche qui 4 volte a settimana (5 da ottobre) con Airbus A330. &#8220;Un posizionamento forte sul mercato domestico è la condizione necessaria per competere sul mercato internazionale &#8211; ha detto Sabelli -. L&#8217;accordo era previsto per il 2012 ma l&#8217;abbiamo anticipato perché il momento era maturo. Abbiamo fatto un lungo corteggiamento a China Eastern e l’intesa è importante perché la Cina è il terreno su cui si svolge una battaglia cruciale&#8221;. Sabelli ha confermato che Alitalia non perde quote di mercato ma che anzi è stabilmente intorno “al 52-53 per cento del mercato domestico considerando le low cost. Senza le low cost la quota è anche maggiore” e che i conti del 2010 &#8220;su cui contavamo di dimezzare le perdite, chiuderanno meglio del previsto e prevediamo di raggiungere il pareggio operativo nel 2011”.</p>
<p>Parte l’accordo di partnership tra Alitalia e China Eastern per i nuovi collegamenti diretti tra Italia e Cina in codeshare. La presentazione ufficiale dell’intesa è stata fatta dal presidente di Alitalia Roberto Colaninno, dall’ad Rocco Sabelli e dal numero uno di China Eastern Ma Xulun. I nuovi voli collegheranno Roma con le due principali metropoli cinesi, Pechino e Shangai. Nel dettaglio a partire dall’estate, China Eastern opererà voli Roma-Shangai in codesharing 4 volte a settimana con Airbus A340 con 3 classi di viaggio. A partire dal 1 giugno Alitalia opererà nuovi voli tra Roma e Pechino in codesharing con China Eastern. I voli saranno effettuati anche qui 4 volte a settimana (5 da ottobre) con Airbus A330. “Un posizionamento forte sul mercato domestico è la condizione necessaria per competere sul mercato internazionale &#8211; ha detto Sabelli -. L’accordo era previsto per il 2012 ma l’abbiamo anticipato perché il momento era maturo. Abbiamo fatto un lungo corteggiamento a China Eastern e l’intesa è importante perché la Cina è il terreno su cui si svolge una battaglia cruciale”. Sabelli ha confermato che Alitalia non perde quote di mercato ma che anzi è stabilmente intorno “al 52-53 per cento del mercato domestico considerando le low cost. Senza le low cost la quota è anche maggiore” e che i conti del 2010 “su cui contavamo di dimezzare le perdite, chiuderanno meglio del previsto e prevediamo di raggiungere il pareggio operativo nel 2011”. </p>
<p>Altro tema toccato da Sabelli l’aeroporto di Fiumicino: “Si tratta di un problema serio. Per il collegamento fino al centro della città pensiamo che il treno sia una risposta seria. L’altro problema è il nodo con Adr che ci ha detto che gli investimenti sono congelati per questioni regolatorie. Fiumicino può essere l’hub per il settore sud e sono in difficoltà nel dire che non riusciamo a mettere mano all’aeroporto”, ha sottolineato Sabelli confidando in un intervento della politica. L’accordo tra le due compagnie prevede anche l’estensione del codesharing alle principali destinazioni domestiche italiane e cinesi e individua ulteriori aree di collaborazione nei settori dell’handling, della manutenzione e del cargo e nei programmi di fidelizzazione della clientela, consolidando anche la posizione sul mercato asiatico dell’Alleanza Skyteam in cui i cinesi entreranno nel 2011. Soddisfatta anche la governatrice del Lazio Renata Polverini presente all’incontro: “l’iniziativa di oggi allunga le ali di Alitalia e diventa veicolo di collegamento con Roma che si conferma hub principale del nostro paese. A bordo degli aerei ci saranno menù regionali anche del Lazio e servirà a far conoscere non solo Roma ma anche il resto della regione”. </p>
<p>Ma la governatrice del Lazio ha anche affrontato il tema dei collegamenti con lo scalo di Fiumicino: “Il nostro impegno è rendere migliore il servizio che già collega Roma a Fiumicino, ma soprattutto il raddoppio dell’aeroporto”, ha detto Polverini, che ha ricordato come sia “evidente” che lo sviluppo della compagnia aerea e dell’economia laziale “non può andare oltre se tutti insieme, a cominciare dal governo, non ci impegniamo nel raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino. Lo vogliamo mantenere come hub centrale”. Sulle nuove tratte il presidente della Regione Lazio ha detto che si tratta di una iniziativa che “allunga le ali ad Alitalia, la mette in collaborazione con una importante compagnia cinese e conferma Fiumicino come hub principale”. Così, ha proseguito, “si concretizza un sogno che avevamo nel cassetto, un’avventura partita da lontano, quando iniziai a confrontarmi con Sabelli e Colaninno per la vertenza Alitalia, quando sembrava che questo Paese non dovesse avere più una compagnia di bandiera. Per molti questa compagnia non avrebbe più imparato a volare, sarebbe stata ridotta a mercati locali. Oggi si dimostra che non è così. Come Regione Lazio stiamo internazionalizzando le nostre aziende anche attraverso il rapporto con la Cina, di recente divenuta seconda potenza economica mondiale. Io sostengo la politica del governo di collaborazione con la Cina e confermo l’impegno della nostra regione perché molti imprenditori sono interessati a questo mercato”.</p>
<p>Preoccupazione l&#8217;ad di Alitalia l&#8217;ha espressa invece sul prezzo del petrolio: “Tutti gli analisti hanno parlato di un trend ribassista ma non sempre sono attendibili. Siamo coperti per quasi il 50 per cento dei consumi 2011 a 80 dollari&#8221;. Il prezzo del carburante, ha comunque aggiunto “preoccupa perché è difficile da controllare e sfugge alle previsioni. In media l&#8217;hedging è del 30-35% e per noi è un po&#8217; di più, e pensiamo di riuscire a mitigare l&#8217;impatto di una crescita&#8221;. Per quanto riguarda il traffico, Sabelli, ha sottolineato che a gennaio il numero dei passeggeri è risultato “in crescita per il 5-6 per cento nonostante il mercato da novembre soprattutto su quello nazionale sia tornato un po&#8217; fiacco. Inoltre, c&#8217;è un po&#8217; di stanchezza anche su quello intercontinentale dopo che sugli Usa e sul Giappone si è registrata una crescita del 30-35 per cento&#8221;. Anche il mese di febbraio si dimostra &#8220;fiacco&#8221; ma per l’ad di Alitalia &#8220;abbiamo un buon profilo di prenotazioni che ci fanno immaginare che da metà marzo si possa crescere in maniera importante&#8221;. Mentre sul fronte dell&#8217;occupazione Sabelli ha tenuto a precisare che non c&#8217;è &#8220;un problema di esuberi&#8221;. Nessun problema neanche sull&#8217;azionariato di Alitalia la cui struttura “è stabile e Solida”, ha confermato Sabelli.</p>
<p>Altro tema toccato da Sabelli l&#8217;aeroporto di Fiumicino: &#8220;Si tratta di un problema serio. Per il collegamento fino al centro della città pensiamo che il treno sia una risposta seria. L&#8217;altro problema è il nodo con Adr che ci ha detto che gli investimenti sono congelati per questioni regolatorie. Fiumicino può essere l&#8217;hub per il settore sud e sono in difficoltà nel dire che non riusciamo a mettere mano all&#8217;aeroporto&#8221;, ha sottolineato Sabelli confidando in un intervento della politica. L&#8217;accordo tra le due compagnie prevede anche l&#8217;estensione del codesharing alle principali destinazioni domestiche italiane e cinesi e individua ulteriori aree di collaborazione nei settori dell&#8217;handling, della manutenzione e del cargo e nei programmi di fidelizzazione della clientela, consolidando anche la posizione sul mercato asiatico dell&#8217;Alleanza Skyteam in cui i cinesi entreranno nel 2011. Soddisfatta anche la governatrice del Lazio Renata Polverini presente all&#8217;incontro: &#8220;l&#8217;iniziativa di oggi allunga le ali di Alitalia e diventa veicolo di collegamento con Roma che si conferma hub principale del nostro paese. A bordo degli aerei ci saranno menù regionali anche del Lazio e servirà a far conoscere non solo Roma ma anche il resto della regione&#8221;.</p>
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