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Influenza A: ecco il decalogo antivirus per i cittadini, Da metà ottobre parte la distribuzione dell’opuscolo nei luoghi pubblici,

Nessuna mascherina e niente allarmismi, ma una serie di regole d’oro per evitare contagi o inutili ansie. In attesa del vaccino, che nel Lazio riguarderà in tutto quasi 2milioni e 250mila persone, i cittadini combatteranno il virus “A1HN1” con il decalogo anti-influenza A: un opuscolo distribuito nei luoghi pubblici con indicazioni e consigli su come affrontare il rischio influenza, per tranquillizzare i cittadini, con semplici consigli per chi va in autobus, in metropolitana o a scuola.

 

L’iniziativa è realizzata da una commissione mista Regione Lazio-Comune di Roma, e che si avvale della consulenza di igienisti e infettivologi.  Una intera sezione dell’opuscolo è dedicata ai neonati, una per la prevenzione, una di consigli per chi ha contratto il virus (tra questi la convalescenza per un almeno sette giorni) e una con l’elenco dei presidi medici a cui rivolgersi.

Oltre all’ormai incessante richiamo a «lavare spesso le mani», sono anche indicate le categorie di persone che hanno la priorità sulle vaccinazioni, come quelle affette da gravi malattie, alcune norme igieniche come «tossire con il fazzoletto e poi buttarlo» oppure, nel caso sia avvenuto il contagio, «non frequentare luoghi pubblici se si è influenzati» e «restare a letto in stanze separate da quelle di altri familiari».

Gli opuscoli saranno distribuiti a metà ottobre nella metro, nelle scuole, negli uffici postali e in altri luoghi pubblici di Roma e del Lazio.

Intanto sta partendo una circolare del Comune per le scuole, con indicazioni su alcune buone pratiche e sulle norme igieniche.

«La parola d’ordine è resistere», ha detto il presidente della Commissione Fernando Aiuti, il quale ha escluso l’eventualità della chiusura di scuole tranne che in casi estremi. Anche i medici di famiglia si preparano ad affrontare il virus, con un esercito di dottori anti-influenza, formato da 4.500 medici di base sul totale di 5.000 in tutto il Lazio. Nella regione sono già attivi da 3 anni 600 presidi aperti per 9 ore al giorno (dalle 10 alle 19) a cui se ne aggiungeranno altri 200 nei prossimi giorni, dove i medici offriranno assistenza ed eseguiranno gradualmente le vaccinazioni.

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