La manie del collezionismo retro, ai tempi di Internet, sono molte e variegate. Francobolli, vecchie tv (che da qui a un anno con l’arrivo del digitale terrestre diverranno veri e propri pezzi da museo), modellini di giocattoli, cellulari ecc sono oggetti di culto per i maniaci del collezionismo. Internet, grazie alle sue principali agenzie di compravendita usato, mette a disposizione un immenso panorama di materiali pronti alla collezioni. Tra questi, chi l’avrebbe mai detto, ci sono i giornali d’epoca, che negli anni in cui l’informazione passa sullo schermo dei pc hanno valorizzato il loro vecchio fascino della “notizia tra le proprie mani”.
I pezzi più preziosi e cercati dai collezionisti? Senza dubbio i numeri del primo secolo di vita del Times, celebre giornale fondato a Londra il 1 gennaio 1785. Il XIX secolo il Times lo chiuse con una tiratura di 300′000 copie giornaliere: un record se si considera il basso tasso di alfabetizzazione dell’epoca. Oggi i collezionisti del Times possono vedere in che maniera, due secoli fa, venivano scritti e pubblicati i primissimi reportage di guerra, corrispondenze dall’estero e recensioni dell’industria dello spettacolo. In Italia i collezionisti fanno riferimento in particolar modo alla pubblicistica del periodo 1900 – 1950: anni di fervore per le battaglie politiche e culturali nel nostro Paese, in quegli anni sono nati Il Corriere della Sera, La Stampa e numerose riviste di centro sinistra a tema culturale. I più fanatici possono però trovare nelle pubblicazioni fasciste degli autentici esempi di manicheismo politico: “La Difesa della Razza”, “Il Legionario” e “Civiltà Fascista” erano riviste parastatali la cui concezione non poteva che realizzarsi in quegli anni di educazione politica e civile retrograda. Come dire: finalmente, roba antiquata.
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